La pulizia delle reti fognarie la loro manutenzione è un lavoro davvero molto importante. In gergo, ci si riferisce a questo lavoro con un nome: ‘spurghi’. Fare gli spurghi significa avere o lavorare per un’azienda che si occupa della pulizia. Ma anche della disostruzione delle reti fognarie, della bonifica dei pozzi neri e delle fosse biologiche, con particolare attenzione alla manutenzione dei tubi della casa nonché di interventi d’urgenza.

Si tratta di un lavoro molto remunerativo ma soprattutto indispensabile. Tutti, prima o poi, hanno bisogno di un professionista che pulisca a fondo anche le zone più intime della casa: le fogne.

Il lavoro in questione, come raccontano le più note ditte di spurghi di Milano, è duro ma dà soddisfazione. Si tratta di un lavoro che molto spesso non conosce orari, e che richiede fatica e forza fisica, ma comunque ben retribuito. Faticoso e duro in ogni stagione, ma sempre indispensabile: non si rischia di non lavorare.

Ma vediamo quali sono le caratteristiche che deve avere una azienda che si occupi di spurghi e quali sono i permessi per lavorare.

I permessi necessari per lavorare come spurghi 

 

Per aprire un’azienda di spurghi occorre un capitale (o un finanziamento) che potrà essere più o meno grande a seconda della quantità e qualità di mezzi coi quali si vuole operare, e quindi anche a seconda del territorio che si intende coprire col proprio raggio d’azione. Non solo: occorrono anche dei permessi ben precisi da rispettare.
I requisiti per poter svolgere la pressione sono comunque l’iscrizione al Ministero dei Trasporti ed il permesso per trasportare alcune tipologie speciali di rifiuti, nonché il permesso di trattazione dei rifiuti che va rinnovata ogni cinque anni. Il permesso al trattamento dei rifiuti per scarti più delicati e pericolosi viene concesso solo per alcune aziende grandi ed organizzate.
Possiamo distinguere:

  • l’autospurgo dei pozzi neri: si tratta di un lavoro che richiede l’aspirazione, ma anche il trasporto e lo smaltimento di alcune tipologie speciali di rifiuti con il codice codice CER (Codice Europeo Rifiuti).
  • L’auto spurgo di un’attività di ristorazione: in questo caso i macchinari devono essere dotati di un degrassatore che permetta di far confluire gli scarichi delle cucine, e che separano gli olii ed i grassi dall’acqua. Se l’azienda non ha un depuratore interno, come avviene in realtà piccole, deve trasferire i rifiuti ad un centro di depurazione che se ne occupi.

 

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