euro

L’ euro è stato introdotto per la prima volta il 1° gennaio del 1999 come unità di conto virtuale in seguito ad un comunicato del Consiglio dei Ministri europei.

La moneta debuttò sui mercati nello stesso anno, mentre la sua circolazione fu effettiva dal 1º gennaio 2002, quando fu autorizzata la sua distribuzione e uso in dodici degli allora quindici stati dell’Unione.

Dal 1999 al 2002 in ogni Stato furono attuate campagne di sensibilizzazione ed informazioni per aiutare i cittadini e la Pubblica Amministrazione a familiarizzare con la nuova moneta.

Successivamente la moneta è stata adottata da altri stati membri, fino ad essere utilizzata oggi in diciannove dei ventotto stati dell’Unione Europa, componendo quella che viene denominata la cosiddetta Zona euro.

I suddetti stati che hanno riconosciuto l’euro come propria valuta legale sono: Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna. L’ultimo stato che ha aderito all’euro è stato la Lituania il 1º gennaio 2015.

Oltre agli stati appartenenti all’eurozona, l’euro è utilizzato anche in altri quattro micro Stati europei che hanno aderito in seguito ad accordi internazionali e che sono Andorra, Città del Vaticano, Principato di Monaco, San Marino, mentre Montenegro e Kosovo hanno introdotto l’euro in seguito all’adozione unilaterale.

Inoltre, in tutti i dipartimenti e le collettività d’oltremare francesi l’euro è la moneta utilizzata: parliamo di Mayotte e Riunione in Africa, Guadalupa, Martinica, Saint-Pierre e Miquelon, Saint Barthélemy, Saint-Martin in Nordamerica, Guyana francese in Sudamerica. Anche a Ceuta e a Melilla l’euro è la valuta corrente, ma anche nelle Canarie e nei possedimenti spagnoli del nord Africa come Plazas de soberanía e nelle regioni autonome del Portogallo Madera e Azzorre.

Ad amministrare l’euro è la Banca centrale europea, con sede a Francoforte sul Meno e il Sistema europeo delle banche centrali. La Banca centrale europea è responsabile unico delle politiche monetarie comuni e collabora con il Sistema europeo delle banche centrali per quanto riguarda il conio e la distribuzione di banconote e monete negli stati aderenti.

Denominazione dell’euro

Il termine euro fu adottato nel dicembre del 1995 dal Consiglio europeo di Madrid per sostituire la moneta ECU, dall’acronimo inglese European Currency Unit, introdotta nel 1978 e utilizzata fino a quel momento come una valuta scritturale di uso interbancario. Probabilmente il termine fu scelto per riferirsi all’espressione Euro-currency, dove Euro voleva dire european.

In Italia, più che anglicismo, viene inteso come una parola accorciata del termine european. La parola è usata al singolare e non ha forme plurali e fu preferita al termine ecu perché non aveva alcun richiamo in atri paesi. Secondo lo standard ISO 4217 il codice internazionale a tre lettere dell’euro è EUR: Per la moneta è stato disegnato anche un simbolo (glifo) speciale che è .

Tramite un sondaggio pubblico la scelta si restrinse a due e toccò alla Commissione europea fare la scelta finale: alla fine prevalse il simbolo ispirato alla lettera greca epsilon (ε), tradotto in una versione stilizzata della lettera “E”.

Monete metalliche

Le monete metalliche sono in circolazione dal 2002 con otto valori diversi. Le monete presenti sono:

  • Da 1, 2 e 5 centesimi sono di colore rame e sono realizzate in acciaio ricoperto di rame
  • Da 10, 20 e 50 centesimi sono realizzate in colore oro, in oro nordico
  • Da 1 e 2 euro sono bimetalliche e sono di colore argento/oro.
euro le monete
euro le monete

Le monete da un lato raffigurano un lato che è uguale per tutti i paesi in cui circola l’euro, mentre dall’altro lato è raffigurato un simbolo scelto a propria discrezione sia da ogni singolo stato che ha adottato l’euro che da coloro che possono coniare monete grazie ad accordi bilaterali con l’Unione europea tramite Italia e Francia, quindi Città del Vaticano, San Marino, Principato di Monaco e il Principato di Andorra che ha aderito dal 2015.

Tra gli stati che hanno deciso di non coniare le monete da 1 e 2 centesimi vi è la Finlandia, che però ha tenuto la realizzazione delle monete per i collezionisti, i Paesi Bassi dal 2004, anche se in circolazione rimangono quelle che vi sono state immesse, e l’Italia dal 2018, che lascia le monete in circolazione avente valore legale. In tutti gli altri paesi europei aderenti all’euro però le monete da 1 e 2 centesimi continuano ad avere valore legale.

Banconote in euro

Diversamente dalle monete, le banconote hanno un aspetto unico per tutta l’eurozona e sono disponibili in sette tagli, aventi ognuno colore e dimensione diverse. I tagli delle banconote sono da 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 euro.

Euro le banconote
Euro le banconote

 

Ognuna delle banconote contiene una specifica tematica architettonica e storica riguardante il contesto europeo. Un’altra caratteristica è che gli stili architettonici sono in ordine cronologico: infatti, ad un maggiore valore della banconota corrisponde uno stile architettonico più vicino ai nostri giorni. A rappresentare ogni stile sono presenti sul fronte della banconota delle porte o delle finestre. Il retro delle banconote invece è contraddistinto da ponti.

Poiché le banconote presentano importi elevati per poter essere utilizzate come valuta di riserva internazionale, sono state realizzate con particolari sistemi anti-contraffazione ad alta tecnologia. Tutti i tagli sono firmati dal presidente della BCE.

Storia dell’euro

I primi passi per l’introduzione dell’Euro sono stati avanzati nel 1992, con il famoso Trattato di Maastricht. Il trattato sanciva la realizzazione di una Unione economica e monetaria tra paesi europei.

Per prendervi parte i vari paesi dovevano rispettare dei parametri specifici, come avere un rapporto debito pubblico/PIL inferiore al 60%, avere un deficit non maggiore del 3% del Pil, avere tassi d’interesse a lungo termine non superiori di oltre 2 punti percentuali rispetto alla media dei tre stati membri a inflazione più bassa, appartenere per almeno due anni al sistema monetario europeo.

La costruzione della moneta unica si poneva l’obiettivo di creare uno spazio economico unico di grandi dimensioni tra i paesi del vecchio continente più economicamente avanzati, con una moneta forte in grado di competere con le altre grandi valute mondiali, in cui primeggiava il dollaro. Ufficialmente l’Euro è stato introdotto il 1° gennaio del 2001 e da allora è divenuta la valuta ufficiale di tutti i paesi della zona euro.

Quali paesi aderirono principalmente all’Euro

Originariamente i paesi che aderirono all’Euro furono 11 , ma successivamente gli altri si aggiunsero negli anni successivi. I paesi originari furono Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, mentre la Grecia fu ammessa all’ultimo momento anche se in realtà i suoi parametri non erano adeguati alle richieste del trattato di Maastricht, ma alla fine anch’essa utilizzò l’euro dal 1° gennaio 2001.

Successivamente i paesi che si aggiunsero furono Slovenia, Cipro, Malta, Slovacchia, Estonia, Lettonia e Lituania. Durante la fase di accettazione, furono inclusi anche gli stati membri i cui parametri dimostravano di avere i requisiti per rientrare nel medio periodo all’interno dei criteri stabiliti dal Trattato, come ad esempio accadde per l’Italia e il Belgio, che furono ammessi anche se il rapporto debito/PIL era di gran maggiore del 60%.

A determinare i tassi di cambio tra le varie divise nazionali e l’euro fu il Consiglio europeo che tenne come base i loro valori sul mercato aggiornati al 31 dicembre 1998, per consentire ad un ECU di essere pari a un euro. In Italia l’euro fu sperimentato per la prima volta nei comuni di Fiesole e Pontassieve per sei mesi a partire dal 1º ottobre 1999.

Non tutti i ventotto stati dell’Unione europea adottano l’euro come valuta ufficiale. Ricordiamo che la Danimarca e il Regno Unito in seguito ad un referendum godono di una deroga speciale al trattato di Maastricht che non li obbliga ad aderire alla circolazione della moneta e consente loro di mantenere per tutto il tempo che vorranno le proprie valute nazionali.

Fra questi stati che continuano ad usare la propria moneta vi è anche la Svezia: lo stato scandinavo, che fa parte dell’UE dal 1995, ancora adesso utilizza la corona svedese. Per quanto riguarda tutti gli altri paesi sono destinati a confluire nella zona euro non appena i parametri stabiliti dal trattato consentiranno loro di entrare.

Ampliamento dell’eurozona

L’ euro entrò ufficialmente in circolazione il 1º gennaio 2002 sotto forma di monete e banconote e con 12 stati che avevano adottato la moneta. Nel 2006 si aggiunse la Slovenia, che aveva fatto l’ingresso nell’Unione nel 2004: lo stato fu ammesso nella zona euro il 1º gennaio 2007.

Eurozona foto degli stati
Eurozona foto degli stati

L’anno successivo Malta e Cipro, dopo aver adeguato i loro parametri al Trattato vennero anch’essi ammessi nella zona euro, mentre la Slovacchia entrò il 1*gennaio 2009. Nel 2010 fu la volta dell’Estonia, la prima delle repubbliche baltiche che si adeguò ai requisiti economici richiesti dal Trattato.

La sua richiesta di adesione alla moneta unica venne ufficializzata effetto dal 1º gennaio 2011. Anche la Lettonia il 1º gennaio 2014 adottò l’euro come valuta ufficiale, mentre la Lituania fece ingresso nell’Unione il 1º gennaio 2015.

Benefici della moneta unica

L’introduzione della moneta unica ebbe come beneficio immediato l’eliminazione dei rischi e costi di cambio, assicurando così più stabilità alle aziende esportatrici all’interno dell’eurozona. Inoltre, crebbe l’interdipendenza economica e il commercio tra gli stati membri venne facilitato.

Si tratta di benefici comuni a tutti i cittadini della zona euro, poiché un incremento del commercio è alla base della crescita economica di ogni paese. Un altro beneficio dell’introduzione della moneta unica è una diminuzione nelle oscillazioni dei prezzi, con un conseguente contenimento dell’inflazione, fattore importante per i consumatori.

La Banca Centrale Europea ha il compito di amministrare l’Euro: si tratta di una istituzione molto importante che ha sede in Germania, a Francoforte.

La Banca gestisce le politiche monetarie comuni ed è tenuta a mantenere i prezzi stabili e una certa omogeneità economica nei Paesi europei. Inoltre, la Banca collabora con le banche dei singoli Stati per regolare il conio e una corretta distribuzione della moneta unica.

Sede della Banca Centrale Europea
Sede della Banca Centrale Europea

Secondo il principio perseguito dall’Unione Europea fin dalla nascita mantenere l’euro come moneta per tutti i Paesi aderenti all’Euro Zona è un presupposto importante per permettere la libera circolazione di persone, servizi, capitali e beni all’interno dei Paesi europei.

Tassi di cambio dell’euro

In seguito all’introduzione dell’euro, il tasso di scambio con le altre valute scese pesantemente, specialmente il dollaro.

Quando fu introdotto nel 1999 l’euro era scambiato a $1,18, ma da allora scese a fine 2000 fino a $0,85. Nel 2001 ebbe un rialzo fino a $0,95, ma poi continuò a scendere nel 2001 fino al minimo storico sotto $0,84.

La speculazione ha fatto supporre che la forza dell’euro rispetto al dollaro potrebbe incoraggiarne l’uso come valuta di riserva: il 23 maggio 2003, l’euro superò la quota di $1,18 e a dicembre 2004 superiore gli $1,36. La forza dell’euro cresceva e parte di essa era legata ai tassi di interesse, che in quel periodo in Europa erano più alti che negli Stati Uniti.

Inoltre, il rialzo era dovuto anche al deficit in costante aumento della bilancia commerciale americana. Da luglio del 2007 si fece sentire la crisi del mercato immobiliare statunitense che indebolì la posizione della moneta americana fino a farle avere un tasso di cambio pari 1,37 $/€.

Il 18 settembre 2007 la Federal Reserve diminuì il tasso di sconto di 50 punti per affrontare la crisi di liquidità dovuta ai mutui subprime e il dollaro proseguì su un percorso in discesa del suo tasso di cambio.

Nei mesi seguenti l’effetto di questa politica diede inizio ad una serie di record storici nei confronti di quella statunitense, raggiungendo il 15 luglio 2008 la quotazione di 1,60 $/€.

Dal 2008 l’euro è stato in costante ascesa anche nei confronti della sterlina inglese, tanto da portare la valuta continentale a record storici, come quello raggiunto il 30 dicembre 2008 a 0,9804 £/€.

Successivamente la tendenza si invertì per tutte le monete internazionali facendo toccare 1,2037 dollari per ogni euro nel giugno 2010. Poi risalì il cambio con la moneta statunitense fino a raggiungere alla fine di ottobre 2011 gli 1,3810 dollari per euro.

Grazie alla politica di QE nel luglio 2017 è stato interrotto al rialzo un periodo di consolidamento che andava avanti da oltre 2 anni.

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